Blog antidemocratico!

Questo blog non riconosce l'elezione del 12.12.2007 e non si sente rappresentato da questo consiglio federale!

domenica, 25. maggio 2008

La cicala e la formica (versione ticinese)

VERSIONE CLASSICA
La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e accantona le provviste per l'inverno. La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride, danza, canta e gioca tutta l'estate.

Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le provviste accumulate mentre la cicala trema dal freddo, rimane senza cibo e muore.


VERSIONE TICINESE
La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e accantona le provviste per l'inverno. La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride, danza, canta e gioca tutta l'estate.

Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le provviste accumulate.

La cicala tremante dal freddo organizza una conferenza stampa e pone la questione del perché la formica ha il diritto d'essere al caldo e ben nutrita mentre altri meno fortunati come lei muoiono di freddo e fame.

Mammone la ospita a Falò e dà la colpa a Marina Masoni. Il portavoce dell'MPS parla di una grave ingiustizia sociale. La TSI organizza delle trasmissioni in diretta che mostrano la cicala tremante dal freddo nonché degli spezzoni della formica al caldo nella sua confortevole casa con la tavola piena di ogni ben di Dio.

I telespettatori sono indignati dal fatto che, in un paese così ricco, si lasci soffrire la povera cicala, mentre altri come la formica vive nell'abbondanza.

I sindacati UNIA e Bill Arigoni manifestano davanti alla casa della formica in solidarietà con la cicala, mentre i giornalisti della Regione organizzano delle interviste.

Alcuni parlamentari si domandano perché la formica è divenuta così ricca sulle spalle della cicala e chiedono al governo che aumenti le tasse della formica affinché anch'essa paghi la sua giusta parte.

Organizzano poi una pacifica manifestazione alla quale partecipano anche i molinari, che spaccano alcune vetrine e bruciano le bandiere d'Israele e degli Stati Uniti.

Il governo propone una legge per l'eguaglianza economica e una (retroattiva all'estate precedente) anti discriminatoria. Carobbio e Pronzini affermano che giustizia è fatta.

Franco Celio chiede una legge speciale per le cicale di montagna.

Jacques Ducry esige l'apertura di un'inchiesta su Marina Masoni e i suoi scatoloni trafugati. Chiede anche che al vescovo sia impedito l'accesso alla casa della formica durante le ore dei pasti.

Le tasse sono aumentate e la formica riceve una multa per non aver occupato la cicala come apprendista, la casa della formica è sequestrata dal fisco perché non ha i soldi per pagare le tasse e le multe: la formica lascia il Ticino e si trasferisce nel Grigioni.

Dick Marty è incaricato di indagare sul ruolo della CIA in questo trasferimento.

Chiara Simoneschi drizza le orecchie. La televisione e la Regione preparano un reportage sulla cicala che, ora ben in carne, sta terminando le provviste lasciate dalla formica nonostante la primavera sia ancora lontana.

L'ex casa della formica, divenuto alloggio sociale per la cicala, comincia a deteriorasi nel disinteresse della cicala, del governo e dei sindacati.

Sono avviate delle rimostranze nei confronti del governo per la mancanza d'assistenza sociale, viene creata una commissione apposita con un costo di 10 milioni di franchi. La commissione tarda ad insediarsi per la lite furibonda sviluppatasi all'interno della sinistra per la divisione delle poltrone. Si invoca la mediazione di Marco Solari.

Intanto la cicala muore d'overdose; la casa è ora occupata da ragni immigrati. Il governo si felicita delle diversità multiculturali e multirazziali del paese così aperto e socialmente evoluto. I ragni organizzano un traffico d'eroina, una gang di ladri e un traffico di mantidi prostitute.

Il delegato del governo propone quindi l'integrazione perché la repressione genera violenza e violenza chiama violenza.......

......così il mondo va a rotoli....

Svizzera 2 - 0 Slovacchia

Da qualche giorno in pre-ritiro a Lugano, la nazionale rossocrociata ha colto ieri nel tardo pomeriggio un bel successo allo stadio di Cornaredo, che per l'occasione si è tinto di rossocrociato richiamando oltre 10'000 persone invece delle solite 400-500 che seguono normalmente il Lugano. Mi sarebbe piaciuto esserci.
Sotto gli occhi del consigliere federale Pisolo Schmid, la Nati è partita un po' titubante per poi crescere con il passare del tempo. Dopo un primo tempo conclusosi sullo 0 - 0, è stato Valon Behrami a sbloccare il risultato al 56', mentre Alex Frei ha raddoppiando al 63' portandosi a 33 reti segnate in nazionale, ad una sola rete dal record di Türkylmaz. Ottima prova dell'idolo di casa Valom Berahmi, buon rientro per Patrick Müller, buona prestazione finalmente per il guerriero Philippe Senderos che aveva toppato le ultime uscite, un po' sottotono il primo tempo Johan Vonlanthen ma poi in crescita, attento anche se poco impegnato il portiere Diego Benaglio. Tutto sommato una buona prestazione anche se con una squadra modesta come la Slovacchia, tenuta in partita dal suo portiere che ieri è parso in grande spolvero. Una vittoria che ridà un po' di fiducia a questa nazionale che non vinceva da 4 partite e che subiva reti da 11 e un po' più di tranquillità ai tifosi. Venerdì prossimo, dopo la conclusione del campo d'allenamento luganese, amichevole nel nuovo stadio di San Gallo contro il Liechstenstein. E a proposito di Liechstenstein, propongo un Anschluss del Principato di modo che Mario Frick possa finalmente essere dei nostri! :-) La vie c'est fantastique quando segna Mario Frick!

sabato, 24. maggio 2008

Per cure veramente economiche e qualitative?

In 6 legislature di Gran Con­siglio ho sempre rifiutato di far parte della Commissio­ne sanitaria per sottrami al possibile sospetto di collisione di interessi, vista la mia pro­fessione di medico. Solo sul te­ma della pianificazione ospe­daliera sono intervenuto per­ché all'opera erano persone (la com­briccola del consi­glio di amministra­zione dell' EOC) che vogliono la morte delle cliniche private, quasi che il pubblico sia il toccasana di que­sto mondo. Si trat­tava di un proble­ma ideologico di fondo. Solo pubbli­co, o pacifica coe­sistenza di ospedaliero pubbli­co e privato, con libera scelta da parte del cittadino, come da me auspicato?
Adesso in votazione sta una modifica costituzionale, pro­posta quale discutibile contro­progetto ad un'iniziativa UDC, che affiderebbe tutto il finan­ziamento pubblico della sani­tà ad enti privati, esenti da ogni reale ed efficace control­lo da parte di chi paga, con in più la ciliegina (che in realtà è una piantagione di alberi di ciliegie) della libertà per gli en­ti assicurativi privati di deci­dere quali prestatori d'opera (ospedali pubblici, cliniche pri­vate, medici, fisioterapisti ecc.) ammettere a beneficiare della loro generosità. Tra i fautori della modifica costituzionale si è a m io giudizio particolar­mente distinto l'on. Fulvio Pel­li, che ci esorta a non enfatiz­zare lo strapotere, secondo lui inesistente, delle casse malati e ad apprezzare e sostenere un articolo che permetterà di far chiarezza sui bilanci degli en­ti pubblici, oggi lautamente fi­nanziati dallo Stato senza che si possa sapere come gestisco­no in realtà le sovvenzioni mi­lionarie. Due richieste che ap­provo senza riserve, ma con al­cune considerazioni e doman­de tese a far ulteriore chiarez­za:
– siamo noi ad enfatizzare lo strapotere o c'è qualcuno che lo bagatellizza?
– per la chiarezza, non si do­vrebbe dire quanti parla­mentari a Berna sono mem­bri dei consigli di ammini­strazione delle casse malati, che onorari incassano e per fare esattamente cosa?
– per fare ancor più chiarezza, non sarebbe opportuno ri­cordare che il con­troprogetto adesso in votazione popo­lare, è passato il 6 dicembre 2007 al Consiglio degli Sta­ti con 20 si e 20 no: a decidere fu il si del presidente del Consiglio, on. Chri­stoffel Brändl (UDC grigione­se) che, guardaca­so, è anche presi­dente di Santésuis­se, l'organismo mantello del­le cassemalati? Se non è inaccettabile collisione di in­teressi, anzi doppia collisio­ne, prima con il voto, e poi con la decisione presidenzia­le, cosa è?
– affidare un'assicurazione ob­bligatoria ad enti commer­ciali privati a scopo di lucro quali sono le casse malati, che sono nate come organiz­zazioni di mutuo soccorso ma non lo sono più da circa un secolo, vuol dire bendar­si gli occhi e ammanettarsi le mani dietro la schiena. Ve­ro o no?
– quale uso viene fatto delle ri­serve, che con oltre 5 miliar­di superano di 1 miliardo e mezzo il limite richiesto dal­la legge?
– al di fuori dei diretti interes­sati e beneficiari c'è qualcu­no che ha mai visto un rea­le bilancio di una cassa ma­lati? Qualcuno che ha un'idea di quali siano gli sti­pendi degli alti dirigenti?
– non sarebbe meglio rispon­dere a queste domande pri­ma di esigere chiarezza nei conti, per esempio, di un EOC che non voglio certo di­fendere né privilegiare?
In attesa di risposte che non verranno voterò tranquilla­mente no alla proposta di mo­difica costituzionale.

Gianfranco Soldati, medico, presidente onorario UDC
Dal CdT del 23.05.2008

Brenno ciao, ciao, ciao!

Brenno Martignoni lascia l'UDC

Il sindaco di Bellinzona lascia l'UDC per abbracciare Il Noce in Gran Consiglio

Brenno Martignoni si distanzia dall'UDC in Gran Consiglio e conferma il suo statuto di "gran consigliere, indipendente, quale eponente del movimento Il Noce". “La mia adesione all’Unione Democratica di Centro, nel settembre 2006 - si legge in una nota stampa - contestuale alla presidenza di Paolo Clemente Wicht era da iscrivere, con tutte le riserve allora espresse, in un contesto di sviluppo dell’ala legata agli "operai della terra", filosofia e ideologia che reggeva il già partito agrario e che ben incarnava quell’ala radicale progressista delle nostre realtà vicine ai bisogni della gente”.

“La mia elezione in Gran Consiglio – scrive Martignoni – essendo determinata per lo più da voti preferenziali e non di partito, fa seguito ad un preciso mandato popolare. Continuerò dunque ad esplicare l’attività parlamentare al servizio della gente, del Cantone, della mia regione e di Bellinzona, quale indipendente ed esponente del movimento Il Noce".

"Dato il carattere partitico delle appartenenze commissionali - termina il sindaco di Bellinzona - rimetto all'Unione Democratica di Centro, il mio seggio in esse".

Fonte: Tinews

Toh! Ma chi l'avrebbe mai detto! Sorpresa delle sorprese il Brenno (da non confondere con il fiume omonimo) lascia l'UDC e le motivazioni sono una barzelletta. Vuole forse farci credere di essere entrato nell'UDC pensando di trovare ancora un'ala del vecchio partito agrario? Ma se Ulrico Feitknecht se n'è andato dall'UDC quasi 10 anni fa... Per favore, Martignoni, i vetri su cui ti stai arrampicando scricchiolano pericolosamente! Diciamo pure che sei un opportunista e che visto lo sgarbo che hai fatto all'UDC presentandoti con la lista-contenitore del Nocino a Bellinzona era il caso che togliessi il disturbo tu, prima di essere silurato! Sono sicuro che anche all'interno dell'UDC c'è chi tira un sospiro di sollievo. A mio modestissimo parere, è ora che anche Wicht levi le tende visto che è stato lui a volere fortemente Martignoni per contrapporlo a Borradori.
Ora, Martignoni rimane in GC come indipendente punto e basta e anche se esponente del Nocino non potrà rappresentarlo (né, si spera, lo farà mai in futuro) e rimette dunque i suoi seggi nelle commissioni al gruppo UDC. Ma il gruppo UDC non è più gruppo, dato che restano solo in quattro. Come funziona in questo caso? Conta quanti si è ad inizio legislatura o se si perde un membro del gruppo per strada e non si fa più gruppo si perde il diritto ad essere rappresentati nelle commissioni? Ai lettori l'ardua sentenza, è troppo tardi e non ho voglia di spulciare leggi adesso...

In favor del patrio suol # 25

Scalata del Cervino a bordo di un caccia da combattimento dell'aviazione militare elvetica! Un video spettacolare e suggestivo fatto volando a bassa quota tra le alpi svizzere... specialmente quando sale la cima della vetta elvetica più famosa: il Cervino o Matterhorn!

http://it.youtube.com/watch?v=IDbMCM_2Zuc

Fonte: Impertinente

giovedì, 22. maggio 2008

22 maggio 1988

Noi siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte.
E se l'avversario irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella nostra capacità di risollevarci.
In altri tempi ci risollevammo per noi stessi, da qualche tempo ci siamo risollevati per voi, giovani, per salutarvi in piedi nel momento del commiato, per trasmettervi la staffetta prima che ci cada di mano, come ad altri cadde nel momento in cui si accingeva a trasmetterla.
Accogliete dunque, giovani, questo mio commiato come un ideale passaggio di consegne.
E se volete un motto che vi ispiri e vi rafforzi, ricordate: Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai.

Giorgio Almirante, storico segretario del M.S.I., ancora oggi un esempio per la Destra sociale italiana ed europea, si spense a Roma il 22 maggio 1988, un giorno dopo un altro storico esponente del M.S.I., Pino Romualdi.

http://it.youtube.com/watch?v=Tpjw3LNeU0c


http://it.youtube.com/watch?v=pmnULvQ8zjo

mercoledì, 21. maggio 2008

Salmo Svizzero anche nelle scuole Ticinesi?

MOZIONE

Introduzione dell’obbligatorietà di insegnamento dell’inno nazionale svizzero nelle scuole medie

Il Gran consiglio argoviese ha approvato nella seduta di martedì 6 maggio 2008 un postulato democentrista volto ad inserire nella legge scolastica cantonale l’obbligatorietà dell’insegnamento a livello di scuole elementari dell’inno nazionale svizzero durante le lezioni di musica.

La legislazione del nostro Cantone contempla al Capitolo 6 della legge sulla scuola, un articolo, per la precisione il 23a “Istruzione civica e educazione alla cittadinanza”, dal seguente tenore:
1 Nelle scuole medie, medie superiori e professionali devono essere assicurati l’insegnamento della civica e l’educazione alla cittadinanza.
2 I programmi, le modalità d’insegnamento e la relative valutazioni sono stabiliti dai regolamenti che disciplinano i singoli ordini di scuola.
3 Il principio della neutralità dell’insegnamento deve essere garantito.

La scelta adottata dal Canton Argovia, scelta che peraltro condividiamo, è motivata essenzialmente da tre tipi di considerazioni. Da un lato si riscontra, a malincuore, che pochissimi cittadini conoscono l’inno della nostra Nazione, dall’altro si ritiene, a giusta ragione, che il “Quando bionda aurora” rappresenti un elemento di coesione nazionale. Infine, a nostro modo di vedere, l’inno di una nazione è elemento di orgoglio e tradizione da valorizzare.

Con la presente mozione, il gruppo UDC del Canton Ticino, chiede pertanto al Consiglio di Stato di introdurre l’obbligatorietà dell’insegnamento dell’inno nazionale nei regolamenti che disciplinano la nostra scuola media, in ossequio a quanto previsto ma non esplicitato nell’art. 23a della legge sulla scuola del Canton Ticino.

Il gruppo UDC
Chiesa, Martignoni, Pinoja, Rusconi, Wicht

Ben venga il Salmo Svizzero anche nelle nostre scuole! Mozione sacrosanta!
Domanda ai lettori del blog: quanti conoscono il Salmo Svizzero a memoria? Quanti sanno tutte e quattro le strofe? Speriamo di non essere al livello delle persone intervistate ieri sera nel programma sugli Euro 2008 dopo il Quotidiano (Nazionale.ch)... Brava T$I, facciamoci pure il bel servizio e mostriamo quanto la gente ignora il Salmo Svizzero! Dico la verità: conosco chiaramente la prima strofa, le altre le so a tratti. Compito per l'estate: studiarmele bene per poterle cantare tutte e quattro.
A proposito di civica, ma adesso la si insegna un po' seriamente nelle scuole? Io in tutti i miei anni di scuola elementare, media, liceo di civica non ne ho praticamente fatta! Poi ci domandiamo perché c'è così poca gente che vota e si interessa di politica... Certo, se la scuola non svolge il suo ruolo e nelle ore di storia e civica preferisce (tanto per fare un esempio) parlare per ore e ore dell'unificazione italiana e di quella tedesca relegando storia e civica svizzera nei 5 minuti prima dell'esame di quarta liceo.....

Abbassare le tasse per aumentare l’occupazione

L’iniziativa popolare “Per una politica fiscale più vicina alla gente” rappresenta per il nostro Cantone una sorta di cartina di tornasole. È arrivata, infatti, l’ora di trovare delle soluzioni, anche nell’ambito della politica fiscale, che diano un’ulteriore scossa positiva alla nostra economia, all’insediamento di nuove aziende e al potere d’acquisto dei cittadini. “Trop d’impôt tue l’impôt” recitano i francesi; teoria che noi potremmo oggi parafrasare in “peu d’impôt incentive l’impôt”. E così è stato negli anni passati. Dal 1997 il Cantone ha diminuito in modo mirato le imposte grazie all’introduzione di due pacchetti d’alleggerimento fiscale contenenti misure a beneficio delle famiglie con figli e persone a carico, di chi ha figli agli studi, dei pensionati e delle imprese. E i risultati di tali riforme non hanno tardato ad arrivare, il PIL reale per abitante e i posti di lavoro sono aumentati dell’ordine del 10% e la disoccupazione è scesa a livelli più sopportabili, se così possiamo definirli. Ma il Ticino non è stato, e non è, l’unico Cantone a muoversi, altri Cantoni svizzeri e regioni d’Europa, si stanno sempre più attrezzando per migliorare la propria attrattività, anche grazie, se non soprattutto, al volano di una fiscalità leggera. Questo non deve spaventarci. La concorrenza fiscale, elemento integrante del nostro sistema federalista, è benefica e stimolante sia sotto l’aspetto economico che sotto l’aspetto sociale, e sottolineo l’aspetto sociale, se finalizzata, come in questo caso, a diminuire la pressione fiscale sulle aziende e a creare nuove opportunità di lavoro nel nostro Cantone. Cantone che, a tal proposito, non brilla certo per attrattività, occupando solo il 14 rango nella classifica intercantonale. Non scordiamoci e non nascondiamoci infine che la forbice tra entrate ed uscite creatasi negli scorsi anni è frutto dell’aumento della spesa pubblica. Un esempio per tutti: un cittadino ticinese, in poco più di 15 anni, si è visto aumentare le uscite pro capite relative all’amministrazione in generale di ben il 65%, mentre la media svizzera è stata solo del 45%. Considerando solo questo dato e solo per questo capitolo di uscite, noi ticinesi spendiamo, per l’amministrazione, grossomodo il 35% in più rispetto alla media dei cittadini svizzeri. La spesa pubblica ha dunque preso l’ascensore e solo grazie ad un segnale popolare incontestabile, quale quello dato sostenendo l’iniziativa “Per una politica fiscale più vicina alla gente”, potremo obbligare il Governo ad arrestare, finalmente, lo spreco dei nostri soldi.

On. Marco Chiesa, deputato UDC in GC e consigliere comunale a Lugano

Razionamento delle cure mediche ai pazienti ticinesi?

INTERROGAZIONE

Razionamento delle cure mediche ai pazienti ticinesi?


Egregi Signori,

nel corso dell’ultimo anno abbiamo assistito ad un crescente numero di testimonianze da parte di differenti operatori sanitari e pazienti ticinesi che evidenziano le pressioni praticate dall’associazione mantello degli assicuratori malattia Santesuisse Ticino, volte a razionare le prestazioni agli ammalati del nostro Cantone.

Lo strumento utilizzato da Santésuisse per mettere sotto pressione i medici è quello della valutazione sull’”economicità delle cure”. Già da vari anni in Ticino Santésuisse applica, a detta dei curanti, un’interpretazione estremista e fuorviante degli articoli di Legge della Lamal in merito a questo concetto.

Attualmente in Ticino, secondo alcuni esperti, un sesto dei medici attivi sul territorio cantonale stanno subendo, in un modo o nell’altro, una procedura di ineconomicità da parte di Santésuisse. Secondo fonti ufficiali, negli ultimi cinque anni, gli assicuratori malattia hanno riscosso grossomodo 2,5 milioni di franchi dai medici accusati di ineconomicità. Tale cifra risulta essere enorme rispetto a quanto riscosso, per esempio, nel Canton Zurigo dove i medici sono molto più numerosi rispetto al nostro Cantone.

Nel settembre 2007, in occasione di una conferenza ufficiale dell’allora direttore generale di Santésuisse Fritz Britt, si è appreso che ogni anno circa il 15% dei medici svizzeri supera di almeno il 30% il costo medio consentito, ma solo lo 0.8% viene sottoposto a sanzioni. Santésuisse infatti riconosce il diritto del medico a superare la soglia del costo medio qualora vi siano delle valide e giustificate motivazioni mediche.
In Ticino, numerose fonti, compreso l’Ordine dei medici, sostengono che un numero spropositatamente elevato di medici ha visto inascoltate le proprie ragioni e ha dovuto subire sanzioni pecuniarie.

Uno studio pilota recentemente pubblicato da un gruppo di ricercatori ticinesi ha mostrato che, allo stato attuale delle cose, 7 medici su 10 nel nostro Cantone, ammettono di non poter più agire secondo scienza e coscienza per proteggere la salute e la vita dei loro pazienti, arrivando ad ipotizzare un’intimidazione sistematica e ingiustificata nei confronti della classe medica.

I dati fin qui esposti e le prese di posizione dei curanti portano inevitabilmente a ritenere che vi sia ormai, nel nostro Cantone, un vero e proprio problema di salute pubblica che va ben al di là della semplice applicazione degli articoli di legge relativi all’economicità delle cure.

Alla luce di quanto sopraesposto, ci permettiamo di presentarvi le seguenti domande:

1. Il razionamento delle cure, denunciato dagli operatori sanitari, e praticato da Santésuisse Ticino a mezzo della propria interpretazione del criterio di economicità, rappresenta per il Consiglio di Stato un problema di salute pubblica?

2. Era al corrente il Consiglio di Stato delle differenze di valutazione tra Santésuisse Ticino e il resto della Svizzera? Quale è il suo parere in proposito?

3. Sicuri che non siano sfuggite a questo Consiglio di Stato le esternazioni degli organi ufficiali rappresentanti i differenti operatori sanitari, quali tipi di verifiche ha promosso il Dipartimento della socialità e della sanità e quali persone sono state coinvolte in questa analisi?

4. Qualora non fossero ancora state compiute le necessarie verifiche volte a proteggere il diritto dei cittadini a beneficiare di cure di qualità, quali saranno i prossimi passi che intende promuovere il Consiglio di Stato?

Ringraziandovi per l’attenzione che vorrete prestare a questo nostro scritto, vi presentiamo i nostri migliori saluti.

Chiesa, Gobbi, Rusconi, Pinoja, Salvadé, Bignasca Boris, Foletti, Barra

martedì, 20. maggio 2008

Privatizziamo Leuenberger! Privatizziamo il Consiglio federale!


Dopo la proposta del ministro dei trasporti Leuenberger di privatizzare le FFS (proposta poi revocata dallo stesso: "era uno scherzo ahahah siete su Scherzi a parte"), spunta una nuova proposta, quella di privatizzare il ministro dei trasporti o, ancora meglio, quella di privatizzare l'intero Consiglio federale. A fronte delle spese crescenti dei sette balivi, causate in particolare dai continui viaggi in giro per il mondo di Dimitri Calmy-Rey, l'idea di dare in mano almeno parzialmente il governo ai privati sembra la migliore soluzione possibile. Un buon imprenditore, magari il migliore della piazza svizzera, potrebbe risanare questa azienda chiamata Consiglio federale operando qualche taglio e rinnovandone l'immagine: per fare questo o si fa una plastica facciale ai sette balivi o li si sostituisce con sette di nuova generazione. Un buon primo investimento sarebbe quello di cambiare anche i cervelli dei ministri con una versione più performante, perché la versione attuale sembra avere qualche bug. Qualche esempio? Ministri che confondono Mörgeli con Mengele, ministri che confondono un (ex) collega con il Duce,... Rimane aperta anche la possibilità di quotare in Borsa il Consiglio federale, anche se non si sa chi sarebbero gli incauti acquirenti di quest'azienda fallimentare: c'è il rischio concreto che faccia la fine di Swissair...

lunedì, 19. maggio 2008

Per una politica fiscale più vicina alla gente: parla Roberto Nava

Sull’iniziativa leghista per una politica fiscale più vicina alla gente, Politicamente Scorretto ha contattato Roberto Nava, Coordinatore di Destra Nazionale.


D. Roberto, come mai sostenete questa iniziativa?

R. Siamo stati tra i primi ad aderire al Comitato di sostegno di questa iniziativa popolare, Comitato formato da parecchie personalità della Politica Cantonale.
Destra Nazionale rende attenta la popolazione, sul fatto che dopo lunga gestazione e battaglia politica, il consuntivo Cantonale 2007 ha chiuso con un pareggio in pratica, migliorando nettamente il preventivo di circa 140 mio.
DETTA MIGLIORIA È FRUTTO DI UN LARGO AUMENTO DEL GETTITO FISCALE!
Va da se che se il bilancio in pratica è a pareggio, dobbiamo cercare di consolidarlo e con questo dobbiamo dire basta agli sprechi, in quanto la Nostra Amministrazione Cantonale è tra le più onerose della Svizzera.
Questa iniziativa non è “pesante”, bensì moderata e sostenibile prevedendo infatti sgravi fiscali per circa 120 mio, porta conseguentemente un aumento di 120 mio nelle tasche della gente, che chiaramente li rimetterebbe in circolazione, favorendo l’economia e il proprio benessere.
L’iniziativa è sopportabile per le Casse Cantonali, in quanto gli sgravi sarebbero pari a circa il 4% delle entrate valutate in 3 miliardi di Franchi.
Quindi è obbligo dei Partiti Politici e delle Persone intelligenti della Classe Dirigente, far si che venga prima di tutto il benessere del Cittadino.


D. Gli oppositori prevedono scenari catastrofici nel caso passasse l’iniziativa: si dovrebbero chiudere scuole, ospedali e via dicendo. Cosa ne pensi?

R. È chiaro che gli oppositori, poco costruttivi, non trovino di meglio che allarmare come al solito il popolo, con menzogne di bassa caratura….ma figuriamoci, sarebbe più elegante sostenere il benessere del popolo invece di taglieggiarlo continuamente con dazi e gabelle, per poi sprecare il tutto in una scellerata politica amministrativa degna di censura.
Ma allora ad esempio, è stato votato recentemente un credito di 750.000 franchi per le spese legali da sostenere nella causa di risarcimento intentata dal Cantone contro le Aziende di Asfaltopoli, cifra chiaramente destinata ad aumentare esponenzialmente come al solito e che sarà appannaggio di qualche Studio Legale AMICO degli AMICI, che dobbiamo fare allora per pareggiare questa uscita? ………..Chiaramente chiudere una sezione di Scuola per l’infanzia o un’ala di Ospedale da qualche parte, se il ragionamento è questo……….francamente è preoccupante essere amministrati da cotanti fenomeni………….


D. Un’altra delle critiche mosse all’iniziativa è che ai comuni verrebbero a mancare importanti entrate, per cui essi si vedrebbero costretti ad alzare il moltiplicatore d’imposta. Si tratta di una critica fondata?

R. Dati alla mano, nel 2007 solo due Comuni hanno aumentato il moltiplicatore, mentre circa 20 lo hanno diminuito, si nota inoltre che la maggior parte dei Comuni ha registrato un avanzo di esercizio, quindi è un’altra inesattezza sparsa ad arte per spaventare la popolazione.


D. Il Consiglio di Stato aveva annunciato tempo fa che avrebbe aumentato le imposte. Ora, con il rischio concreto di perdere la votazione, annuncia che nel caso non passasse l’iniziativa, non ci saranno ritocchi delle imposte. Dobbiamo credergli?

R. Si……. possiamo senza dubbio credergli………come crediamo che i bambini li porta la cicogna…..o che nascono sotto i cavoli……..a secondo dei casi.


Grazie Roberto per il tempo che hai dedicato a questo Blog.

Sono Io che devo ringraziare il Redattore di questo Blog e raccomandare a tutti i Cittadini di sostenere questa iniziativa.

Con stima salutando

Roberto NAVA
Coordinatore di Destra Nazionale
On. Consigliere Comunale di Vezia

Autorizzato il Rally Ticino 2008

Venerdì 11 e sabato 12 luglio torneranno a rombare i motori. Lo ha deciso la Sezione della circolazione

Dopo le polemiche... il rombo dei motori. Luce verde per l’11° Rally Ronde Internazionale del Ticino. Venerdì 11 e sabato 12 luglio infatti torneranno a rombare i motori: lo ha deciso la Sezione della circolazione, rilasciando l’autorizzazione allo svolgimento della corsa.

Tutti gli enti preposti – Dipartimento ambiente e Polizia compresa – hanno dato il loro consenso e questo per parecchi motivi: su tutti lo sforzo compiuto dagli organizzatori nel cercare alternative alle strade aperte al traffico. Max Beltrami (presidente del comitato organizzativo) ed i suoi fidati collaboratori hanno così disegnato un percorso interamente...grigioverde, con tre prove speciali che si ripeteranno tre volte nell’arco della due giorni di gara.

Teatro del rally saranno i tratti cronometrati del Ceneri e dell’Alpe del Tiglio (come l’anno scorso), alle quali si è aggiunta la prova speciale denominata Valtrodo. «Siamo molto soddisfatti della decisione della Sezione della circolazione - ha detto Max Beltrami – anche perchè è stato riconosciuto il nostro sforzo a trovare soluzioni alternative per svolgere le prove speciali. In questo senso un grande ringraziamento va – oltre ovviamente al Comune di Lugano che ospiterà la partenza e l’arrivo della gara, ai Comuni interessati alle prove speciali – alle autorità militari, che da un paio d’anni hanno aperto le porte al Rally.

La carovana dell’11° Rally Ronde Internazionale del Ticino scatterà venerdì 11 luglio alle 18.45 davanti al Casinò di Lugano, dove farà rientro alle 21.30. Sabato 12 luglio poi partenza dallo Stadio di Cornaredo alle 9.30 mentre l’arrivo del primo equipaggio è previsto alle 17.30 sempre sul Lungolago di Lugano.

Novità importante per il 2008 sarà il Rally Storico del Ticino. Infatti oltre alle vetture moderne presenzieranno le veterane che hanno dato vita ai rally tra gli anni 60 e gli anni 80. Tutte le informazioni sul sito www.rallyticino.com.

Dagli al prete!

Sembra essere lo sport preferito in Ticino negli ultimi tempi: tutti a dare addosso ai preti. Si parla tanto di islamofobia ma a me sembra maggiore la clerofobia. E i miei pensieri a caldo nascono da due fatti di cronaca di oggi. Il primo è l'interrogazione in chiave ironica del granconsigliere PPD Fiorenzo Dadò al Consiglio di Stato che merita di essere riprodotta interamente e al quale vanno i miei complimenti. Dadò chiede se non è il caso di spingere all'assurdo la separazione stato - Chiesa abolendo anche i giorni di vacanza derivanti da feste religione. Magari il sciur Ducry sarebbe finalmente contento...

Dopo la mancata visita del Vescovo, non è il caso di intraprendere altre iniziative per la tranquillità delle coscienze?

Lodevole Consiglio di Stato

Nell’ultima seduta di Gran Consiglio, il Consiglio di Stato ha risposto ad un’interpellanza del collega Jacques Ducry, Le visite "pastorali" continuano... la separazione Stato-Chiesa mortificata! affermando il concetto secondo cui il Vescovo può incontrare gli alunni delle scuole pubbliche ma solo fuori dall’orario scolastico e con autorizzazione scritta da parte dei genitori.
La risposta del Consiglio di Stato ha tranquillizzato tutti e in particolare sedato le preoccupazioni che le visite pastorali potessero interferire pesantemente sulla coscienza e libertà degli alunni e il Vescovo potesse nuocere alla normale attività scolastica ed educativa.

All’origine dell’atto parlamentare, si legge, vi starebbero però i principi costituzionali della libertà di coscienza e di credenza così come quelli della separazione Stato-Chiesa. Principi non contestati da nessuno e che, anzi, meritano di essere discussi fino in fondo.

Oggi il Ticino è l’unico baluardo sulla crosta terrestre in cui il calendario impone ancora una decina di giorni di riposo infrasettimanali legati alle festività religiose con un evidente valore simbolico, mentre nel resto della Svizzera, in molti paesi europei e persino in Italia (paese cattolico per eccellenza e sede del Papa) sono state tolte, così da non più turbare la coscienza a nessuno e lasciare piena libertà di pensiero. Questa preoccupazione è pure stata espressa sul Giornale del Popolo di mercoledì 14 maggio, a pagina 30 da un cittadino ticinese attento e preoccupato.

In virtù di quanto appreso in sala e, come scritto nell’interpellanza dal collega Ducry, per ossequiare fino in fondo il principio della separazione tra Stato e Chiesa e tranquillizzare tutte le coscienze, anche le più sensibili, che in questi dieci giorni di vacanza potrebbero sentirsi turbate, chiedo cortesemente al lodevole Consiglio di Stato:

1. Come pensa di regolare d’ora innanzi, il calendario scolastico e lavorativo in virtù della separazione tra Stato e Chiesa, e quindi anche delle festività laiche e religiose?

2. Non ritiene il Consiglio di Stato che le festività religiose possano anch’esse interferire in modo negativo sui principi costituzionali della libertà di coscienza e di credenza, e anche offendere chi si professa ateo, agnostico o di credenza religiosa diversa? Non ritiene che qualche giorno di vacanza per motivi legati alla religione cattolica possano suscitare gravi problemi di coscienza, di confusione o di turbamento presso i ticinesi?


Il secondo episodio che scatena la clerofobia dei ticinesi è il fatto avvenuto a Lugano, in cui un prete pare abbia preso a sberle e a ombrellate due allieve ree di aver detto un "porco zio" mentre lui passava vicino a loro. Alcune considerazioni: sicuramente il buon padre Pio una reazione sbagliata l'ha avuta, ma... Ma: probabilmente il "porco zio" è stato qualcosa di più, è stata una bestemmia in piena regola, probabilmente una delle due ragazze ha bestemmiato apposta per provocare una reazione da parte del religioso e non casualmente mentre lui passava di lì, probabilmente le ragazze non sono state assalite come raccontano. Ci sarà stata una sberla, ok, ma è così grave una sberla a fronte della maleducazione delle due? Una volta se un docente o il prete davano una sberla all'allievo, se questo raccontava a casa quello che era successo riceveva un secondo scappellotto; oggi il ragazzo viene protetto e il docente o il prete denunciato. Non lamentiamoci poi che i giovani non obbediscono più ai genitori... Una sberla quando ci vuole ci vuole e vale più di 1000 parole, alla faccia di quello che pensa il Tribunale federale (e non apriamo una discussione sull'Italia, la cui corte di cassazione condanna la sberla ai ragazzi e la considera una lesione, mentre l'infibulazione delle ragazze musulmane deve essere tollerata perché è una tradizione culturale dell'islam!!!!!!). Qualche sberla l'ho ricevuta quando era necessario e sicuramente non mi ha fatto male.
Vedremo come finirà questa storia dal punto di vista penale, quello che trovo profondamente sbagliato è la mediatizzazione che si sta dando alla vicenda e che le si darà nei prossimi giorni. Padre Pio si è scusato con le ragazze, ci sarà un'inchiesta penale... lasciamo che siano i protagonisti a regolare la storia, non c'è bisogno di dare il tutto in pasto ai media. Ma si sa, qualsiasi cosa che faccia audience va bene...

domenica, 18. maggio 2008

Il declino lib-rad

Hanno costruito la Svizzera moderna, è innegabile. Ma la loro attuale difficoltà è altrettanto innegabile e il loro declino, forse, inarrestabile. I liberali-radicali perdono consensi perché non riescono a profilarsi; l'elettorato che tende a destra preferisce votare l'UDC perché ha una linea chiara, l'elettorato più centrista si rivolge verso altri partiti, quali per esempio il PPD.
L'ultimo esempio della crescente difficoltà dei liberali-radicali arriva dal ballottaggio di oggi per le elezioni del sindaco in alcuni comuni ticinesi. Il partito perde quattro sindacati: Bioggio, Bissone, Muzzano e Vezia; il mese scorso aveva perso l'importante feudo della Capriasca, preferendo non andare al ballottaggio contro il sindaco di quindicina PPD. Oggi non ce l'hanno fatta a conquistare la poltrona di sindaco nemmeno a Cugnasco-Gerra, Malvaglia, Novaggio (confermato l'ex sindaco PPD ora leghista!), e soprattutto a Bellinzona, dove il sindaco di quindicina Bixio Caprara è stato sconfitto per la seconda volta consecutiva da Brenno Martignoni. L'unico successo era stata il mantenimento del sindacato a Chiasso, grazie al neomunicipale Moreno Colombo, ma più che di meriti del partito lì si deve parlare di meriti personali di Colombo, che piace alla gente al di là degli steccati di partito.
Apro una parentesi sul ballottaggio di oggi a Bellinzona. Il sottoscritto non capisce come si possa sostenere Martignoni e come abbia potuto sostenerlo apertamente anche la Lega dei Ticinesi, dopo averlo lungamente attaccato. Il sottoscritto non capisce come si possa saltare liberamente da un partito all'altro: PLR, UDC, Noce, Lega: l'important l'è la cadrega, vero? Il sottoscritto spera che questo individuo venga invitato ad andarsene dall'UDC e al contempo che non si accasi nella Lega; se ne resti nel suo calderone spacciato per lista civica. Chiudo la parentesi, perché per me l'unico Brenno che importa in Ticino è quello che dalla Val di Blenio sfocia nel Ticino.
Tornando ai lib-rad, al di là dei proclami sulla ritrovata unità del partito ("né liberali, né radicali: liberali-radicali") è evidente che questa unità non esiste: ne sono una prova le parole del dimissionario presidente del distretto luganese, Luido Bernasconi: "Il mio partito sta facendo una politica lontana dalla gente. Un partito amministrato in maniera verticistica. Mi spiace ma non mi ritrovo coi vertici attuali”. I vertici attuali dovrebbero prendere nota di questa ennesima sconfitta e trarne le dovute conseguenze. Il capobanda Mago Merlini dovrebbe fare come il suo collega Bancomat Cattori: andarsene. Lasciare spazio ad altri, magari un po' più equidistanti dalle due ali del partito. Il problema è che nell'attuale PLRT gente così sembra non esistere.
Sul piano federale la situazione non è molto più rosea. A fronte delle continue perdite elettorali, nei cantoni romandi, dove il PLR è solo radical-democratico, si sta andando verso la fusione con i Liberali, e a breve seguirà anche la fusione tra i partiti nazionali. La difficile convivenza ticinese a quanto pare non insegna niente, conta molto di più l'idea che 1 + 1 fa 2, anche se in politica non è sempre così. Fulvio Pelli (sempre più "uomo di potere senza stato", ricordate?) paventa addirittura una fusione con gli Ecoliberali (nati da poco da una costola dei Verdi) perché improvvisamente si sente ecologista anche lui: più che altro, Pelli cerca di frenare l'emorragia sul fianco destro e di conquistare consenso altrove. Altrimenti, le sue chances di diventare Consigliere federale dopo Pasqualino Couchepino (ma ne ha?) si affievolirebbero ulteriormente. A rischio vi è il secondo seggio in Consiglio federale, che prima o poi verrà concupito dal PPD di Darbellay, in ripresa grazie alla pesca di elettori nell'area cristiano-sociale. A meno che, ma qui al momento siamo ancora sul piano della fantapolitica, i due partiti di centro non decidano di unire ulteriormente le forze, per contrastare destra e sinistra, lasciando finalmente da parte i fucili che per lungo tempo si sono rivolti l'uno contro l'altro e non solo in senso metaforico (Ticino Anno Domini 1876 e 1890 insegnano).

Naturalizzazioni: parla Riccardo Valsangiacomo

Sul tema delle naturalizzazioni democratiche in votazione il 1° giugno, Politicamente Scorretto ha chiesto il parere di Riccardo Valsangiacomo, presidente di Destra Nazionale.

Riccardo, per quali motivi il vostro partito sostiene questa iniziativa dell’UDC?

Non si puo' non sostenere l'iniziativa dell'UDC. Quando si legge che il Gran Consiglio concede la nazionalità “a pacchetti” di decine di candidati, mi sembra che si sia raggiunto il ridicolo. La naturalizzazione è una cosa seria, sia per chi la concede, sia per chi ne beneficia. E' quindi auspicabile un cambiamento. L'iniziativa UDC è una buona soluzione. Oggi si concede la cittadinanza CH solo in base a dei freddi documenti. E questo non è giusto, nemmeno per i candidati. L'iniziativa in votazione il primo giugno non prevede cambiamenti per quanto concerne le naturalizzazioni agevolate. E qui personalmente sarei stato maggiormente restrittivo, specialmente per contrastare i matrimoni di interesse.


L’attuale sistema sta dimostrando tutti i suoi limiti; la naturalizzazione sta infatti diventando un atto puramente amministrativo. Cosa cambierà nel caso in cui l’iniziativa venisse accettata?

Cambierà una cosa essenziale. Saranno i comuni a decidere le modalità per la concessione della naturalizzazione. Vedo la creazione di commissioni composte da municipali, consiglieri comunali e semplici cittadini. Queste persone conoscono bene la realtà dove vivono e, cosa molto importante, conoscono i candidati. Sicuramente il metodo piu' democratico per concedere la nazionalità svizzera.


Coloro che si oppongono all’iniziativa sostengono che essa sia discriminatoria e demagogica. Come ribattere a queste illazioni?

Penso l'esatto contrario. Una persona che si comporta in maniera normale, che rispetta il nostro Paese e le nostre tradizioni, che partecipa alla vita sociale nella propria comunità, non avrà nessun problema ad essere naturalizzato.


Non c’è il rischio che i cittadini chiamati alle urne giudichino arbitrariamente il candidato alla naturalizzazione, per esempio in base ai loro rapporti di simpatia o antipatia oppure con un voto di pancia contro lo straniero, piuttosto che sulla base di criteri oggettivi quali l’effettiva integrazione del candidato?

Un candidato antipatico a pochi non ha problemi, non si puo' piacere a tutti. Per chi invece è antipatico a molti, beh consiglio un esame di coscienza.
Su quello che viene definito un voto di “pancia”, forse in questo caso puo' esserci un problema. Fatti come quello di Locarno portano l'opinione pubblica a generalizzare. Sta a chi è chiamato a decidere, a non farsi influenzare.
INVITO TUTTI A VOTARE SI!

Vorrei ringraziare Luca per lo spazio che spesso dedica a Destra Nazionale.

Grazie a te, Riccardo, per aver dedicato a questo blog un po’ del tuo tempo.


A proposito di naturalizzazioni vi invito a leggere questo interessante documento e a guardare questa puntata di Piazza del Corriere; ringrazio di nuovo chi me li ha segnalati.

Da ultimo, la visione di questo video altamente fazioso è d'obbligo.


(domani verrà invece proposta un'intervista a Roberto Nava sull'iniziativa per una politica fiscale più vicina alla gente)